domenica 13 dicembre 2015

AUSTRALIA UN CONTINENTE LONTANO (parte I)

Quando torno a casa mi piace ripensare al viaggio fatto e cercare di sintetizzare in una immagine o una frase i luoghi e le emozioni vissute, ma per la prima volta mi risulta difficile fare questo per le quattro settimane appena trascorse in giro per l'Australia.

E' difficile perchè i luoghi visti sono così differenti tra di loro e le emozioni provate anche che è impossibile sintetizzare, forse l'unica cosa che ha accomunato tutti questi giorni in giro in questo continente così lontano fisicamente ma anche mentalmente dall'Italia è il senso di pace ed il senso della vita che hanno gli Australiani.
Per molti versi la vita in Australia mi ha ricordato i nostri anni settanta quando gli spazi di crescita individuali e sociali erano enormi ed avevamo quella intrinseca gioia di vivere per cui non ci serviva molto per sentirci soddisfatti e felici. Credo proprio che al di là delle enormi bellezze naturali che ho visto dalla immensa barriera corallina al mistico Red Center fino alla grandiosità dell'Oceano, quello che più mi ha impressionato e lasciato un segno in questo viaggio è proprio il modo di essere e di vivere che hanno in Australia.



Il nostro viaggio (mio e Giò ovviamente) può essere idealmente diviso in tre parti la cui prima inizia con Sydney.  La città risulta interessante ma non bella, mentre la baia (non per nulla una delle più belle al mondo) è stupenda sia attraversata in traghetto sia sorvolata da un elicottero al tramonto (Sydeney Helitours)!
Quello che più si apprezza di Sydney sono sicuramente le baie e le spiagge limitrofe soprattutto Bondi Beach (se siete qui in novembre non potete mancare al Sculpure by the Sea) e Manly Beach (un bel trail dal traghetto vi porterà alla famosa spiaggia) la prima raggiungibile con autobus dalla città e la seconda con mezz'ora di traghetto.

I Giardini Botanici sono carini ma nulla di grandioso, ma sono una bella porta d'accesso per una ottima vista del famosissimo Ponte e della ancora più famosa Opera House che deludono un po' per le dimensioni ridotte. Non può mancare un giro anche a The Rocks il quartiere più iconico dove ogni sabato c’è un mercatino all’aperto molto frequentato. Una visita al famoso Zoo vale solo se avete tempo e volete godere di una bella vista della baia, ma gli animali sono tristi come in tutti gli zoo! Le Blue Mountains non valgono la pena, si raggiungono comodamente in due ore di treno ma il parco è una specie di Euro Disney nella foresta pluviale, di sicuro non quello che mi immaginavo.

Dal punto di vista culinario non posso non partire menzionando la fissazione per il caffè ed i bar che hanno gli Australiani, sono talmente snob da questo (e forse unico) punto di vista che Starbucks ha dovuto chiudere tutti i suoi negozi tranne quattro a Sydney e uno a Melbourne. A onor del vero devo dire che la qualità del caffè è ottima ma molto spesso l'ho trovato assurdamente forte tanto da renderlo amarissimo e a volte bruciato.
La palma di miglior colazione a Sydeny e di tutto il viaggio la merita di sicuro Mecca Espesso Ultimo  dove ho preso la tipica colazione australiana: pane tostato, poached eggs, roasted tomato con aggiunta di chutney fatta in casa. Fantastica! Una cosa che mi ha stupito tantissimo è che a Sydney (ma anche nelle altre principali città) il pane è buonissimo così abbiamo chiesto come mai e ci hanno detto che è così da pochi anni grazie ai tanti italiani residenti che hanno incominciato a diffondere l’arte della lievitazione e della panificazione. Altre ottime colazioni (caffè forse meno) degne di menzione sono: Single Origin Roasters e Bills. L'australia è una delle mete nascenti nel panorama gastronomico mondiale così Sydney è sede di numerosi ristoranti di alto livello e se venite qui non perdetevi se potete una cena al Rockpool Est 1989 non per nulla nominato miglior ristorante dell’anno in Australia. Buono ma forse troppo costoso e pretenzioso invece il Tetsuya.

Lasciamo Sydney e guidiamo lungo la costa risalendo verso nord in direzione delle famosissime Gold Coast e Sunshine Coast e ci imbattiamo in pieno nell'atmosfera anni 70 che si intravedeva  a Sydney:  alla radio solo musica dell'epoca e non esistono autostrade ma solo lunghe noiose statali piene di lavori che attraversano i paesi in una orgia di limiti di velocità, mentre la moda del momento mi riporta indietro alla mia adolecenza...

Byron Bay è la nostra prima meta e merita davvero. Arriviamo a sera al nostro B&B il Byron Springs che si rivela essere in perfetto shabby chich style come del resto tutto il paesino. Grazie a Lyndy (la sua gestrice buongustaia) ci salviamo pranzi, cene e colazioni per i prossimi giorni. Di sicuro il miglior pranzo grazie a lei lo abbiamo fatto da Foam un ristorante davvero fantastico sulla Lennox Beach. Imperdibile il round trip trail dal faro sul promontorio simbolo di Byron Bay fin giù alle spiagge appena prima del tramonto.

Dopo Byron Bay è la volta di Noosa che, a differenza della prima, ha un aria un pò più snob e meno "figli dei fiori" ma sempre graziosa e piena di vita con numerosissimi ristoranti e boutique. Vi consiglio per una bella cena Beach House il cui chef Peter Kuruvita è una celebrità in Australia, mentre per una ottima colazione o pranzo con fantastica vista della spiaggia Bistro C. Anche qui il trail lungo il parco naturale che abbraccia il promontorio di Noosa merita la fatica. Da visitare nelle vicinanze  Peregian  beach e per una colazione o pranzo vi consiglio Hand of Fatima.

Lasciata Noosa è la volta di Hervey Bay piccolo paesino di fronte alla famosa Fraser Island l’isola di sabbia più grande del mondo. Qui avevamo prenotato una escursione di un giorno a bordo di una Hammer, una bella giornata trascorsa tra un bagno al Lake Mckenzie,  pranzo al sacco e corsa lungo la immensa 75 Miles Beach con visita al famoso relitto incagliato. Quest' ultimo per me è stato una mezza delusione visto che è ormai quasi completamente mangiato dalla corrosione e le foto suggestive viste su internet temo risalgano a diverso tempo fa'.

Lasciata la macchina voliamo fino a Cairns dove finalmente troviamo il bel caldo che tanto agognavamo con obiettivo la stra famosa barriera corallina. Cairns risultata essere una città interessante: bellissimo lungomare integrato in un grande parco cittadino sul mare che include una piscina pubblica enorme fronte oceano. Non mancano tantissimi posti per il pic nic e la griglia (onnipresenti in tutta l’Australia). 
Dopo l'ennnesima sveglia all’alba ci imbarchiamo per la nostra crociera sulla barriera corallina. La barca è carina ma fin troppo riempita di gente e per arrivare al reef si balla parecchio. Il reef bello, ma un po’ deludente rispetto alle aspettative e rispetto a quello che ho visto sul Mar rosso e alle Maldive….peccato!

Parlando di cibo a Cairns bisogna fare un po' attenzione poichè è una città turistica e la fregatura è sempre dietro l'angolo. Però anche le sorprese sono dietro l'angolo! Infatti psseggiando per caso scopriamo un posto fantastico Wawawa un ristorante giapponese con poche cose ma davvero autentiche. Mangiamo tantissimo, ordiniamo ancora di più e per la prima volta in vita mia chiedo il doggy bag che diventerà il pranzo del giorno dopo.  Per una buona colazione invece consiglio Caffiend un posticino in città davvero nascosto ai flussi dei turisti. Da tenere presente anche che dalla città con l’autobus 111 si raggiunge comodamente Trinity Beach un paesino molto grazioso la cui lunga spiaggia è accessibile ovunque. 

Seguirà: il mistico Red Center, Vini, Melbourne e la spettacolare Great Ocean Road.

2 commenti:

  1. Sono entrata nel tuo sito a caccia di antipasti e mi sono ritrovata dall'altra parte del mondo....che bello
    Lafabi

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    1. Hey hai visto? che blog di cucina strano.... :))

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