domenica 21 gennaio 2018

ALLA SCOPERTA DELLA LONTANA INDOCINA - parte I


Vietnam, Laos e Cambogia. Paesi lontani accomunati col termine Indocina condividono radici, storia e modi di vivere, ma in un mese di viaggio non si possono non apprezzare le piccole differenze che li contraddistinguono. Il Laos dagli abitanti silenziosi ed eleganti si distingue per le bellezze naturali e l'innata spiritualità; la Cambogia ti colpisce per i templi imponenti, le spiagge assolate ed i modi gentili dei suoi abitanti. Ed infine il Vietnam: chiassoso, variopinto che ti rapisce con il suo cibo ovunque incredibilmente buono.


Parto dalla fine del nostro viaggio ovvero dal Laos e del suo luogo più rappresentativo Luang Prabang. La città è piccola e un giorno è più che sufficiente per esplorarla. La giornata tipo parte con la sveglia alle prime luci dell’alba per assistere al Tak Bat. Ogni mattina dagli oltre trenta monasteri della città escono file lunghissime di monaci scalzi che nel silenzio più totale raccolgono il cibo offerto dai devoti. Le processioni si dipanano in tutta la città quindi inutile accalcarsi nelle strade principali affollate di turisti. Noi abbiamo potuto godere questo spettacolo nella pace del nostro albergo My Dream Boutique Resort  una piccola ma raffinata struttura poco fuori dal centro cittadino. Dopo colazione parte l’esplorazione dei principali punti di interesse tra cui Wat Xieng Thong, il Wat Mai e il Palazzo Reale. Ma la parte più bella è passeggiare a zonzo senza meta infilandosi nelle stradine laterali e farsi sorprendere dagli stucchi dorati dei templi che spuntano all’improvviso o da scorci di vita come stormi di bambini che si affollano attorno ad una venditrice ambulante all’ora della merenda.

Per pranzo tra cibo di strada e venditori di frutta fresca c’è l’imbarazzo della scelta ma di sicuro non potete perdervi i Khao Nom Kok dei mini dolcetti di riso e latte di cocco cotti in piccole forme tonde sulla brace che vi verranno serviti caldi in un cestino di foglie di banano. Attenzione però vi avverto creano assuefazione e! Ormai la giornata volge al suo termine ed è quindi l’ora di arrampicarsi sul Mont Phousi, collina che domina la città e dalla quale si gode di una vista a tuttotondo. La cima diventa gremita attorno all’ora del tramonto e lo spazio è forse troppo angusto per godersi davvero lo spettacolo. Scesi dal monte dalla scalinata che termina davanti al palazzo reale, si viene catapultati direttamente nel mercato serale. Una infinita strettissima fila di bancarelle che si ripetono un po’ tutte uguali. Il cibo non manca anche se non sembra dello stesso livello trovato in Vietnam. L'alternativa è quindi andare a cena in un ristorante tradizionale e ne troverete tantissimi e di tutti i prezzi. Al Manda de Laos per esempio i prezzi sono al livello europeo ma l'ambientazione è fiabesca: per arrivare al vostro tavolo attraverserete passerelle su un laghetti pieni di ninfee e poi cenerete circondati da piante tropicali ed a lume di candela. Il cibo è autentico laotiano e di ottima qualità, fate attenzione a quanto ordinate: anche se dividono il menù in modo tradizionale con antipasti, insalate, etc. tutti i piatti sono un abbondante main course!

Se come noi avrete intenzione di passare più di un giorno a Luang Prabang, le cose da fare non mancano. Nella terra dei milioni di elefanti (questa è la traduzione letterale di Laos) non può non mancare una esperienza con questi pachidermi. Le agenzie che offrono gite a cavallo di elefanti si sprecano ma sappiate che vengono costretti e soffrono tantissimo; e perché poi cavalcarli se potete divertirvi a camminare con loro, dargli da mangiare e fargli il bagno? Quella che abbiamo vissuto grazie a Mandalao è stata una giornata indimenticabile e sapere che i nostri soldi hanno contribuito a finanziare un progetto di ripopolazione e salvaguardia di questi animali lo ha reso ancora più speciale.
Altra meta immancabile è la visita alla fantastica Kuang Si Falls. Il colore dell’acqua di queste cascate è incredibilmente turchino e un facile trail di circa 2 km permette di arrampicarsi fino alla cima della cascata. Le prime terrazze sono piene di turisti, ma sulla cima della cascata ci sono pozze altrettanto belle e con pochissima gente per godersi un bel bagno. Se avete ancora voglia di camminare raggiunta la cima della cascata con un trail in piano di circa 2,5 km si arriva alle Fall Cave. Sulla strada di ritorno vale assolutamente una sosta il Kuang si butterfly park. Prima di lasciare la città non dimenticatevi di fare un giro sul Mekong con una banana boat, la tipica imbarcazione lunga e slanciata che assomiglia appunto a una banana. Un nominativo affidabile è Banana boats Tour.


Vicina ma per certi versi distante dal Laos è la Cambogia di cui più di tutto mi ha colpito l’attitudine gentile e pacata dei suoi abitanti. Inchinarsi come loro in segno di ringraziamento diventa un gesto automatico dopo poche ore. Meta obbligata Siem Reap città in visibile crescita votata interamente al turismo. Qui tutto può costare poco perfino gli alberghi a cinque stelle hanno prezzi popolari. La città di per se non offre molto, l’attrazione principale è l'adiacente sito archelogico di cui fa parte l'Angkor Wat simbolo del paesemeta di milioni di turisti. Dedicare un solo giorno a questo vasto sito in cui l'Angkor Wat è solo una minima parte è davvero riduttivo. Due giorni è la scelta giusta perché le cose da vedere sono tante e soprattutto salire e scendere da questi enormi gradoni è faticoso! Per un sito così grande e complesso affidarsi ad una guida diventa essenziale se si vuole apprezzare appieno la visita e sfruttare al meglio il tempo ed io posso che dire bene della Aesan Angkor Guide.
La giornata parte presto da queste parti, esattamente prima dell'alba in modo da vedere il sole sorgere alle spalle dell'Angkor Wat ed avere ricordi e fotografie indimenticabili ma questa alzataccia sarà ricompensata potendo poi essere i primi a salire sulla cima del tempio la cui fila durante il giorno è interminabile. Sta poi a voi scegliere come proseguire la visita ma tappe obbligate sono Byon, il tempio delle facce enigmatiche e dai bellissimi bassorilievi, e Ta Prohm il tempio inscindibilmente connesso con la natura circostante. Decidere come terminare la giornata starà a voi: potrete correre al Phnom Bakheng e lottare per essere tra i 300 fortunati che possono accedere ed aspettare arrostiti dal sole di vedere il tramonto sull'Angkor Wat, oppure rilassarvi con un massaggio nella immancabile SPA dell'albergo seguito da un aperitivo a bordo piscina.


Le attività serali non mancano, e assistere all’Apsara ovvero una danza antica e tipica della Cambogia è d'obbligo. Qualsiasi albergo di un certo livello organizza più sere alla settimana la cena con l'Apsara show quindi non serve prenotare chissà dove, ma nel caso vogliate farlo vi consiglio l’Angkor Village Theatre. Se avete a disposizione un’altra sera prendete i biglietti per il Phare Cambodian Circus, oltre a divertirvi con le acrobazie dei bravissimi ragazzi finanzierete l'NGO che aiuta ragazzi in condizioni disagiate a migliorare la loro vita insegnandogli un’arte. Una volta finito lo spettacolo potrete girare per il Night Market prima di tornare in albergo.
Dal punto di vista gastronomico la cucina Khmer non è molto varia la fanno da padrona l’Amok, tipica preparazione in cui pesce o carne vengono cotti in curry e latte di cocco e l'immancabile pepe di Kampot. Per una piacevole serata consiglio lo Sugar Palm un locale molto ben curato che offre tutti i piatti della tradizione a prezzi ragionevoli mentre il Cuisine Wat Denmak, che è stato tra i 50 Best Asian Restaurant, delude nelle aspettative ma vale la pena per una cena diversa.

Dai templi del Nord con solo un’ora di volo si arriva alle coste soleggiate del sud dove tra le mete più belle c’è Sihanoukville. La città di per sè è poco attraente ma nei suoi dintorni le spiagge sono tante e belle ma troppo sfruttate turisticamente. Scegliere oculatamente la spiaggia giusta è quindi essenziale per la buona riuscita della vostra permanenza. Attualmente la spiaggia di Otres2 è la più tranquilla essendo la più lontana dalla città. Le strutture sulla spiaggia sono di tutti i tipi dai dormitori di lusso con letto vista mare e zanzariera old style ai resort di sapore shabby chic come il Tamu.
Qui in tempo zero la routine diventa yoga seguito dalla colazione quindi lunga passeggiata aspettando la ragazza dei massaggi tutto a piedi nudi nella sabbia. Finito il relax è già ora di pranzo ma non bisogna spostarsi, arriva la nonnina che ti affetta sul momento tutta la frutta esotica del mondo e se hai ancora fame niente paura, dopo passa la signora che ti cuoce sulla brace portatile deliziosi polpi e calamari. Ed ecco che quasi incredibilmente la giornata è già finita resta solo il tempo di ordinare un aperitivo per gustarsi al meglio il tramonto sul mare e pensare alla cena. Se questo paradiso terrestre vi interessa vi consiglio di sbrigarvi, purtroppo avrà vita breve visto che stanno costruendo come matti! La voglia di muoversi da un posto così tranquillo è poca e quindi per cena spesso si resta ad Otres2 dove le scelte non sono tante ma Il ristorante del Tamu non è male come anche il limitrofo Secret Garden e quello ancora dopo il Naia. Se proprio vi sentite in colpa ed un giorno volete fare un giro prendete un tuc tuc e fatevi portare in città per cenare al Sundan. Il ristorante è il progetto di una ONG che aiuta giovani in situazioni difficili a costruirsi un futuro insegnandogli il mestiere della ristorazione. L’obiettivo del progetto è bellissimo ed il cibo ottimo.
Magari voi sarete meno pigri di noi e mossi dai sensi di colpa riuscirete a muovervi da questo paradiso e fare un giro alle fantastiche (mi dicono) vicinissime isole Ko Rong e Ko Rong Sanloem.

A seguire alla scoperta del Vietnam ed il suo cibo fantastico.

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