lunedì 26 dicembre 2011

LI CACIUNITT, CHI SONO COSTORO?

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Scusate, ma io mi rifiuto di chiamarli Calcionetti o peggio ancora Calgionetti come sento e leggo da tante parti. Mi da tanto l'idea della signora spuzzetta che vuole fare la fine cercando di italianizzare ciò che di italiano non  ha nulla. Si chiamano Caciunitt!! o meglio ancora con l'articolo compreso Li Caciunitt!!...
puntualizzato questo, e parafrasando un celeberrimo testo: li caciunitt, chi sono costoro? mi accingo a spiegare, per chi abruzzese non è, e già mi starà guardando malissimo, di cosa si tratta.

Li Caciunitt sono dei dolci natalizi tipici Abruzzesi dalla forma dei ravioli, composti da una pasta sottile e friabile all'esterno simile a quella delle chiacchiere e da un ripieno morbido e saporito all'interno. Come tutte le ricette della tradizione anche questi non si sottraggono dall'essere al centro di feroci contestazioni su quale sia la ricetta originale! se avrete voglia di andare sul web nella ricerca di questa ricetta vedrete che troverete litigi all'ultimo sangue per accaparrarsi il timbro di ricetta fedele ed originale e anche quella del territorio di origine. Per non parlare di quello che è il vero solo ed unico ripieno!

Insomma dicendola in abruzzese: auà nu burdell! (per le signore in fase di elevazione linguistica = guardi un gran bordello!) ^_^


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Partendo dal presupposto che più le ricette sono antiche e tipiche, più non esiste una unica e vera ricetta ma direi dei punti fermi che caratterizzano la preparazione.  Nel passato si era poveri e quindi si cucinava usando quello che più abbondava e c'era in casa.

Quindi i punti fondamentali e imprescindibili per Li Caciunitt dovrebbero essere: No uova nell'impasto (perchè sprecarle se erano rare e preziose per un impasto ottimo anche senza?), no zucchero a velo (vi immaginate le nostre bisnonne fare lo zucchero a velo da mettere su questi dolcetti?) I possibili ripieni sono ceci, scrucchiata (ovvero marmellata di uva montepulciano senza zucchero) e castagne ognuna di questa è la variante di ripieno tipica a seconda delle zone dell'Abruzzo e anche dei prodotti che si trovavano in casa al momento. Le varianti (ceci, scrucchiata o castagne) era accompagnate sempre dagli stessi ingredienti: mosto cotto, mandorle e cacao.

Ora non essendo in possesso di scrucchiata, non avendo mai mangiato quelli con le castagne ed adorando il ripieno con i ceci, secondo voi che ripieno ho fatto per i miei primi Caciunitt?? ^_^

...mi spiace dirlo ma, se non avete a portata di mano il mosto cotto, non provateci neanche!

LI CACIUNITT AI CECI
per la pasta
farina 00 250 gr
olio evo 50 gr
zucchero 1 cucchiaio scarso
vino bianco 1 bicchiere circa
cannella 1/2 cucchiaio scarso

per il ripieno
ceci lessati 220 gr (vasetto le conserve della nonna)
mandorle 35 gr
buccia di arancia di 1/2 arancia non trattata
cacao amaro 1 cucchiaio
cioccolato fondente 50% 35 gr
mosto cotto 75 ml circa
zucchero 1 cucchiaio scarso

per la frittura
olio di arachidi 1 litro
zucchero semolato


le dosi sono per 35-40 caciunitt


per la pasta metto tutti gli ingredienti nella impastatrice o su una spianatoia salvo il vino bianco. Inizio ad impastare e pian piano aggiungo il vino fino ad ottenere la giusta consistenza dell'impasto. Impasto fino a quando la pasta non è bella liscia e soda quindi avvolgo nella pellicola trasparente e lascio a riposare mentre faccio il ripieno. E' essenziale che la pasta non prenda aria e sia ben sigillata perchè tende a seccarsi facilmente.

Per il ripieno procedo così: scolo i ceci dall'acqua di conservazione e li sciacquo benissimo sotto l'acqua per lavare ogni residuo del liquido di conservazione, dopodiché li metto a scaldare nel microonde in modo che da tiepidi si lavorano meglio. Mentre i ceci si scaldano, trito grossolanamente le mandorle già sgusciate. Poi metto i ceci tiepidi in una boule e li frullo con il frullatore ad immersione riducendoli in una crema soffice quindi aggiungo il cacao e con il frullatore lavoro l'impasto per mescolare il cacao nella crema di ceci.
Faccio sciogliere il cioccolato in una terrina capiente in microonde e una volta sciolto aggiungo il mosto cotto la scorza grattugiata dell'arancio e (facoltativo) lo zucchero e amalgamo per bene il composto. Se necessario scaldo ancora leggermente con il microonde per agevolare l'operazione.
Non resta quindi che versare metà del liquido nella crema di ceci e lavorare con il frullatore fino ad amalgamare e poi ripetere con l'altra metà di liquido. Prima aggiungere le mandorle assaggio per controllare se il sapore è equilibrato o devo aggiungere qualche ingrediente. Alla fine quando sono soddisfatta aggiungo le mandorle e con una forchetta le amalgamo al pure. Il ripieno può essere preparato con anticipo e anzi più passa il tempo più la consistenza ed il sapore si assesta.

Per confezionare i ravioli basta stendere una striscia alla volta la pasta ad uno spessore medio non sottilissimo e procedere come dei normali ravioli: mettere del ripieno circa un cucchiaino scarso lungo la striscia di pasta e poi coprire e ritagliare con la ruota dentellata a mezza luna se avete il taglia ravioli meglio ancora.

Una volta confezionati tutti i ravioli metto a scaldare l'olio in una capiente padella e verifico il raggiungimento della giusta temperatura con un pezzetto di pasta: se sale subito in superficie con tante bollicine è il momento di friggere: friggo 4/5 ravioli alla volta cercando di non farli scurire, li scolo sulla carta assorbente e poi ancora tiepidi li passo nello zucchero semolato.

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19 commenti:

  1. prima di tutto buon Natale!!:D
    Sono d'accordo con te, non si può italianizzare tutto! Questa ricetta proprio non la conoscevo, ma mi hai incuriosita!!! la proverò!
    baci!

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  2. Ciao Rebecca e buon Natale anche a te!
    baci e fammi sapere se la provi

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  3. Meravigliosi!!!
    E' un reato nel periodo Natalizio non mangiarli sono buonissimissimi, la mia ricetta è simile alla tua, diciamo pure uguale: la pasta fatta solo con olio,vino e farina ed i ripieni sia quella con i ceci,che con le castagne o la scrucchiata sono eccezionali...
    Li consiglio vivamente, a tutti quelli che non hanno mai assaggiato i meravigliosi caciunitt!!!

    Francesca ,anche se con un pizzico di ritardo, ti faccio tanti auguri di Buon Natale.

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  4. Ciao Melania
    e tantissimi auguri di Buon Natale e di un sereno anno nuovo! e viva li caciunitt!!! ^_^

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  5. Dolci a me sconosciuti ma sicuramente deliziosi.
    Ti invito a partecipare al contest http://pannacioccolatoefantasia.blogspot.com/2011/11/contest-e-tu-natale-che-dolce-fai.html
    Ti auguro un sereno 2012

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  6. Grazie mille Francesca
    passerò volentieri!

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  7. è un dolce semplice ma insolito.
    a me piace tantissimo!
    Buon Anno!

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  8. W i dialetti! Io son toscana e un dialetto non ce l'ho, ma adoro le parole e le tradizioni regionali.
    Che uso insolito dei ceci per una preparazione dolce! Mai sentito prima.
    Mi sa che li proverò, magari per carnevale, quando si frigge, si frigge, si frigge...
    Grazie per la ricetta!
    :)

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  9. finalmente qualcuno che li chiama con il loro vero nome CACIUNIT. mia nonna li ha sempre fatti a Natale, anche mia madre, ed ora io., sono meravigliosi. Provateli. ciao

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    1. grazie per il tuo commento! passa ancora a trovarmi...

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  10. Che gioia trovare questa ricetta, sono di Roma, ma mia nonno era di Nereto, e non era Natale senza li caciunitt. Purtroppo, non c'è stato modo di farci lasciare la ricetta, e ora che l'ho letta qui sono strafelice! ti ringrazio per questa "PERLA" perchè porta avanti la tradizione Italiana.
    Grazie
    Viviana

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  11. A Picciano (PE) sono così diffusi per Natale, che si chiamano semplicementi "fritti", sottintendendo "caciunitt".

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  12. a francavilla si chiamano li caviciun sono buonissimi nghe la scrucchiate cioe marmellata di montepulciano condita con misticott cioccolato mandorle biscotti ecc ecc

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  13. A Collecorvino e Montesilvano li chiamiamo li caciunitt,poi vedo tanti altri nomi e ricette variate che si allontana dalla tradizione,che lo chiamassero con un nome inventato personale che e' meglio!!!

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  14. A Collecorvino e Montesilvano ma anche a Citta' S'Angelo si chiama li caciunitt,ma vedo tanti nomi e ricette modificate diverse,che si allontana dalla tradizione,che lo chiamassero in un altro modo senza toccare il vero tradizionale!!!

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